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Iscrizione romana

181 A.C. - I Romani dopo aver respinto i Celti fondano Aquileia. L'area circostante, compreso il territorio di Camarcio, viene a fare parte dell'agro aquileiese ed inserito dai tempi di Augusto, nella X Regio Venetia et Histria. Un tratto della strada consolare romana (la via Gemina), che da Aquileia conduce fino a Julia Emona (Lubiana) attraversava l'odierna Villa Vicentina.

452 D.C. - Attila ed i suoi Unni prendono e distruggono la vicina Aquileia. L'agro aquileiese, dapprima incolto e improduttivo, ma reso fertile nelle parti più paludose, risente enormemente dell'invasione barbarica.

899 - Dopo essersi spinti frequentemente verso la Germania, capeggiati da Arpad, gli Ungheri fanno la loro prima incursione in Italia e scorazzano per il Friuli in lungo e in largo.

921 - 924 - 947 - 951 - 952 - Queste sono le altre date documentate delle scorrerie ungaresche perpetrate nella pianura friulana situata nell'area fra il Torre ed il Tagliamento ed attraversata da quella Stradalta denominata ancora "strata Hungarorum", ma oggi meglio conosciuta come la "Napoleonica". Fonti attendibili attestano che l'invasione degli Ungari mise in ginocchio la pianura friulana per ben dodici volte; il resto lo provoca l'avanzata progressiva della palude ed il susseguirsi delle calamità naturali.

1000 - Sul finire del secolo, attendendo l'alba del nuovo Millennio, l'intero assetto socio-economico del Friuli e dell'Europa subisce un forte scossone. Non mancano sensibili cambiamentinel sistema politico-feudale.

1174 - In un breve di Alessandro III veniva conferito a Gionata, preposito dei canonici dei Ss. Felice e Fortunato di Aquileia, il diritto di possedere la villa di Asiola. Nel documento si precisa che detta villa comprende dodici nuclei familiari.

1211 - Il nome di Camarcio compare nei documenti per la prima volta. Non esistono precedenti prove dirette della sua esistenza durante il periodo romano. Il toponimo indica chiramente che deriva da "marcio", "paludoso". Per secoli è stato erroneamente trascritto nelle forme colte di Camartio, Campo Marzio, quasi a voler sottolineare l'esistenza in loco di un campo di addestramento militare romano. Secondo i documenti, invece la zona risultava essere una vasta plaga acquitrinosa.

1249 - Il Patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs affida ai Cavalieri di San Giovanni l'"hospitium" che il suo predecessore Wolfger di Ellebrechtskirchen (=1218) aveva fondato a San Nicolò di Levada (Ruda) per i pellegrini che s'imbarcavano presso i porti fluviali e marittimi di Aquileia e Grado alla volta di Gerusalemme. Ad essi dona pure certe decime ed altri possedimenti allo scopo di inviare soccorsi in oriente.

Villa Ciardi

1400 circa - Nel corso della prima metà del XV secolo nei paesi del patriarcato di Aquileia incombono le incessanti scorrerie dei Turchi, che mettono a ferro e fuoco interi villaggi. Queste incursioni ottomane pare avessero interessato quattro volte il Friuli ed oltre una trentina di volte altre zone. Il loro scopo principale non era quello di razziare ma quello di danneggiare seriamente l'economia e le risorse appartenenti ai popoli nemici del Sultano, in particolare l'Impero germanico e la Serenissima Repubblica di Venezia.

1466 - Proprio per fare fronte a queste bande irregolari e furiose di cavalieri chiamati Akinij, giungono da Vicenza i signori Gorgo che portandosi dietro dei coloni, cominciano a costruire delle barricate contro la feroce masnada devastatrice. Essendo questa colonia formata da vicentini, oltre a ripopolare il piccolo villaggio, daranno ad esso l'attuale denominazione.

1478 (3 giugno) - Compare ufficialmente, per la prima volta, il nome di Villa Vicentina.

1500 - Con la spartizione territoriale Villa Vicentina viene assoggettata alla Casa d'Austria. I rari momenti di relativa tranquillità vissuti dalla gente della Bassa Friulana, vengono offuscati più volte dal conflitto sfociato spesso in guerre, sorto tra le due grandi rivali, Venezia e l'Austria che vogliono estendere il loro dominio. Sia l'una che l'altra, dopo tante contese, si dividono le terre e i villaggi, rimanendo comunque delle litigiose confinanti. Sotto il profilo giuridico, la Casa d'Austria emana una serie di editti volti a garantire la sicurezza interna.

1647 - Il principe Ulrico di Eggemberg, ponendo la clausola che la Contea di Gorizia, in caso di estinzione della propria casata, sarebbe dovuta tornare di proprietà degli Asburgo, acquista la Contea per 315.000 fiorini. Fino al 1717 questo Stato feudale appartiene ancora al principe di Eggemberg.

1700 - Alle soglie del XVIII secolo, sotto il profilo economico, per gli abitanti di Villa Vicentina, la situazione è tutt'altro che rosea. Buona parte della popolazione è dedita all'agricoltura, che però, come fonte di sostentamento, si rivela scarsissima. Le epidemie e l'andamento negativo delle stagioni fanno il resto.

1807 - Il XIX secolo si apre all'insegna delle sventure e delle calamità. Bonaparte e le sue truppe occupano di nuovo il Veneto e il Friuli giungendo fino all'Isonzo. Assegnata al Regno d'Italia, Villa Vicentina entra nel Dipartimento di Passariano. La gente spera che la situazione migliori: nel giro di due anni, la grandine e lo straripamento dei vicini corsi d'acqua, distruggono l'intero raccolto e lo spettro della miseria si avvicina implacabile.

1815 - Villa Vicentina viene a far parte dell'Imperial Regia Provincia del Litorale sotto la dominazione austriaca.

1817 - È l'anno che passa alla storia come: "anno della fame". I sopravvissuti non se lo scorderanno per il resto dell'esistenza: è un'incubo dalla quale stentano a liberarsi, tanto hanno patito in quel periodo così funesto. Pure hai vicentinesi non tocca migliore sorte. Il famigerato anno rimane una data memorabile. Dal registro parrocchiale si può constatare che la mortalità infantile supera il numero delle nascite, ma anche tra la popolazione adulta vi sono parecchi decessi.

1818 - Le sorti del piccolo villaggio di Villa Vicentina tendono a risollevarsi. I conti Gorgo, una casata che possedeva un'ingente fortuna, sono costretti a vendere tutte le proprietà. La loro disgrazia è dovuta a un certo congiunto di nome Camillo che sui tavoli da gioco ha dissipato un'intera fortuna. La tenuta principale, un'altra villa e una vasta area coltivata viene acquistata da Elisa Baciocchi-Bonaparte, che esiliata in seguito allo spodestamento del fratello Napoleone I, intende farne la sua residenza estiva. I cinquanta coloni hanno il pane assicurato.

1820 - Muore a soli 43 anni l'ex principessa, colta da una malattia diagnosticata come tifo. I possedimenti di Villa Vicentina passano in eredità ai due figli Federico Napoleone e Napoleona Elisa. Una buona rendita viene data dalla filanda, il cui andamento è curato dal consorte Felice Baciocchi.

1830 - Altre disgrazie si abbattono sugli sfortunati Bonaparte. Muore per una caduta a cavallo, Federico Napoleone e la sorella che eredita l'intero patrimonio, si stabilisce definitivamente nel piccolo centro della Bassa con il figlioletto Benedetto Napoleone. Il ragazzo vorrebbe stabilirsi per sempre tra i verdi boschi della pianura friulana, ma la madre gli ricorda che il suo posto è presso la corte di Napoleone III.

1853 - Napoleone Camerata, unico nipote di Elisa Bonaparte-Baciocchi non regge il ritmo frenetico della vita di corte francese e si toglie la vita in un momento di disperazione. Chiede di essere sepolto nel parco di Villa Vicentina, ma per pietà e per decoro la madre fa costruire la cappella dedicata all'Assunta.

1868 - La tenuta di Villa Vicentina veniva venduta a Napoleone III, il quale la intestava all'unico figlio, il principe imperiale Eugenio Luigi Napoleone, morto in Sudafrica nel 1879. La tenuta viene venduta a lotti ai cinquanta coloni che lavoravano la terra, il villaggio offre ancora una volta la possibilità di vivere in maniera dignitosa.

Elisa Bonaparte

1914 - Viene assassinato a Sarajevo l'arciduca Ferdinando I. È questo l'inizio di una grave crisi tra l'Impero degli Asburgo e la Serbia. Scoppia la guerra.

1915 - L'Italia prima neutrale dichiara guerra all'Austria e all'Ungheria; si scatena così la prima guerra mondiale. Parecchi sono anche i giovani vicentinesi che si arruolano, alcuni combattono per l'Italia, i più vengono arruolati nell'esercito austro-ungarico. È una guerra sanguinosa, e molti saranno i giovani che non vi faranno più ritorno.

1918 - Con la battaglia di Vittorio Veneto si conclude vittoriosamente la guerra e anche Villa Vicentina rivendica l'Italia.

1935 - I primi baraccamenti militari lasciano il posto alle nuove caserme in muratura. Villa Vicentina diventa un centro militare di grande importanza strategica.

1940 - Dopo un ventennio di dittatura fascista scoppia la seconda guerra mondiale. Altri giovani del paese muoiono convinti di aver assicurato, alle generazioni che verranno, decenni e decenni pacifici.

1976 - Lo Stato Maggiore dell'esercito dà il via alla prima fase della ristrutturazione dell'esercito. A Villa Vicentina un reparto viene sciolto, se ne vanno i Lagunari.

1990 - La seconda fase continua con il trasferimento del reparto di Fanteria. Villa Vicentina piano, piano sta diventando un paese smilitarizzato.

1999 - Villa Vicentina ora è un paese completamente smilitarizzato.