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Imprenditori Agricoli

    Risposta quesiti regione27 K

    Denuncia giacenze vini e denuncia produzione vino
    Sono dichiarazioni obbligatorie che vengono rese annualmente su modelli predisposti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Con D.M. 25 maggio 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 giugno 2004, sono state dettate nuove disposizioni relative alle dichiarazioni di giacenza dei vini e dei prodotti vinicoli. Anche la modulistica è stata rinnovata: potrà essere prelevata in formato elettronico dal sito internet del SIAN (www.sian.it).

    Devono presentare la dichiarazione di giacenze di vini e/o mosti le persone fisiche o giuridiche ed associazioni che detengono vini e/o mosti alla data del 31 luglio. Non vanno dichiarati i prodotti ottenuti da uva raccolta nella vendemmia del medesimo anno.

    Devono presentare la dichiarazione di raccolta uve e/o di produzione vinicola le persone fisiche o giuridiche ed associazioni, incluse le cantine cooperative di vinificazione, che hanno prodotto vino oppure che alla data del 30 novembre detengono prodotti diversi dal vino (uve, mosti, vini nuovi in fermentazione).

    Le dichiarazioni di giacenze e di produzione vini devono essere compilate in 5 copie e presentate rispettivamente nei mesi di agosto e dicembre (il giorno esatto è indicato dal Ministero anno per anno). Al momento della presentazione delle dichiarazioni, viene restituita una copia per ricevuta.

    Vidimazione documenti di accompagnamento prodotti vitivinicoli

    Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), Regio Decreto 6 maggio 1940 (Regolamento di applicazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)

    Coloro che vogliono commercializzare prodotti vitivinicoli in contenitori di oltre 60 litri devono richiedere la vidimazione, prima dell'utilizzo, delle bolle di accompagnamento (serie IT). Prima di ogni trasporto di prodotti vitivinicoli è inoltre necessario presentarsi presso l’Ufficio Servizi Demografici, con il documento di accompagnamento debitamente compilato, per la convalida.

    Su ogni copia verrà apposto un timbro completo di data, ora e firma dell'incaricato, il quale si tratterrà fotocopia del documento convalidato. La convalida dovrà essere effettuata non oltre due giorni lavorativi prima della partenza del prodotto.

    Per contenitori sotto i 60 litri basta il contrassegno IVA.

    Vendita diretta al dettaglio di prodotti derivanti prevalentemente dalla produzione della propria azienda agricola

    (decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228)

    Requisiti del richiedente

     

    • Qualifica di imprenditore agricolo con iscrizione al Registro delle Imprese, presso la Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura.
    • Non possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle funzioni connesse alla carica ricoperta nella società, condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione di alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
    • Inesistenza, a proprio carico, delle "cause di divieto, di decadenza o di sospensione previste dall’art. 10 della legge 31.5.1965 n. 575 (antimafia)".
    • Deve essere comunque rispettato l'art. 4 comma 8 del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228, il quale prevede che, qualora l’ammontare dei ricavi derivante dalla vendita di prodotti non provenienti dalla propria azienda nell'anno solare precedente sia superiore a 80 milioni per gli imprenditori individuali o a 2 miliardi per le società, si applicano le disposizioni in materia di commercio previste dal D.lgs. 31/03/1998 n. 114, e dalla L.R. n. 08/1999.
    • E’ opportuno informarsi all’Azienda Sanitaria relativamente ai requisiti igienico sanitari previsti per la manipolazione e la vendita dei prodotti alimentari, ad esempio: vino, formaggi e salumi.


    Vendita all’interno dell’azienda
    Per la commercializzazione all’interno dell’azienda agricola, da parte dell’agricoltore-produttore diretto dei prodotti agricoli di propria produzione, quali ad esempio prodotti ortofrutticoli, vitivinicoli, lattiero caseari o florovivaistici, non è necessaria alcuna autorizzazione se la vendita avviene sui fondi di produzione o in locali annessi all’azienda non appositamente destinati alla vendita al minuto.
    In quest’ultimo caso (locali appositamente destinati alla vendita al minuto) o nel caso di vendita di prodotti acquistati (di cui all’articolo 4, comma 8, del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228) è necessaria la presentazione della Denuncia di Inizio Attività (di seguito abbreviata con DIA)


    Vendita fuori dell’azienda

    È altresì necessaria la presentazione della Denuncia di Inizio Attività nei casi di seguito riportati:

    - su aree pubbliche in forma itinerante:

    presentazione della DIA al Comune sede dell’Azienda. Consente di vendere in tutto il territorio nazionale

     

    • vendita al domicilio del consumatore:
      presentazione della DIA al Comune sede dell’Azienda.
    • vendita su aree pubbliche con posteggio:
      presentazione della richiesta di assegnazione del posteggio al comune competente congiuntamente alla DIA
    • vendita su area privata:
      presentazione della DIA al Comune in cui si intende esercitare la vendita
    • vendita su area privata in apposito locale:
      presentazione della DIA al Comune in cui si intende esercitare la vendita
    • vendita tramite il commercio elettronico:
      presentazione della DIA al Comune sede dell’Azienda

    Vendita vino - Frasca

    Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), Regio Decreto 6 maggio 1940 (Regolamento di applicazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)

    Per esercitare legittimamente l’attività è necessario informarsi all’Azienda Sanitaria per l’ottenimento dell’autorizzazione sanitaria per la vinificazione.

    Per la vendita del vino “sfuso” eccedente l’autoconsumo familiare, in conformità all’art. 191 del TULPS, è necessario presentare annualmente la DIA ex art. 19 della Legge 241/90 come da modello allegato. Non può essere venduto tutto il vino, ma solo la parte eccedente il proprio fabbisogno.

    Requisiti del richiedente:

    • essere proprietari o fittavoli di fondi dai quali sia ricavato il vino che si intende porre in vendita;
    • non aver riportato condanne penali e non essere comunque nelle condizioni dì cui all'art. 11 del TULPS, approvato con Regio Decreto. 18 giugno 1931, n. 773
    • non aver contravvenuto agli obblighi di cui all'art. 12 del TULPS (qualora si sia contravvenuto, dovrà essere specificatamente dichiarato)

     Luogo:

    • nei locali annessi ai propri fondi;
    • nei locali della propria abitazione (in mancanza di locali annessi ai propri fondi);

    Tulps

    art. 11 - tulps
    Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate: 1º a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione; 2º a chi è sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza. Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello stato o contro l'ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all'autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta. Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione.

    art.12 - tulps
    Le persone cha hanno l'obbligo di provvedere all'istruzione elementare dei fanciulli ai termini delle leggi vigenti, non possono ottenere autorizzazioni di polizia se non dimostrano di aver ottemperato all'obbligo predetto. Per le persone che sono nate posteriormente al 1885, quando la legge non disponga altrimenti, il rilascio delle autorizzazioni di polizia è sottoposto alla condizione che il richiedente stenda domanda e apponga di suo pugno, in calce alla domanda, la propria firma e le indicazioni del proprio stato e domicilio. Di ciò il pubblico ufficiale farà attestazione.

    art.191 - Regolamento
    Il proprietario o fittavolo, che intende vendere al minuto il vino dei propri fondi, non ha bisogno di licenza, purché presenti preventivamente dall’autorità locale di P. S. una dichiarazione scritta dalla quale risulti: a) da quali fondi sia ricavato il vino; b) l’estensione dei medesimi; c) la quantità media del prodotto annuo e la parte di esso destinata alla minuta vendita; d) in quali locali di sua abitazione od annessi ai fondi intenda vendere il prodotto. L’autorità locale di P. S. riconosciuta la sussistenza delle asserite condizioni, prende atto della dichiarazione, rilasciandone ricevuta, nella quale fissa il termine consentito per la vendita. Alle vendite indicate nel presente articolo si applicano le disposizioni degli artt. 16, 96 e 101 della legge e 185 e 186 del presente regolamento.