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Borgo Malborghetto ovvero Borgo
Dodone (XVII secolo) 
Singolare è la storia della denominazione di questo borgo.
Come è avvenuto per gli altri due borghi, il toponimo è
attestato attorno al 1600. Borgo Dodone, con Borgo
Pacco e Borgo Sandrigo, aveva fatto parte, prima di
questa data, del già citato Capo di Sotto, chiamato
poi Malborghetto.
Il nome Dodone deriva da un soprannome che per intere generazioni
era stato sostituito al cognome della famiglia Stabile.
Dodone (Dodo, Duodo) è un nome medievale di origine
germanica, e probabilmente affascinò a tal punto qualche
membro di questa famiglia che lo mise ad un primogenito, per cui
negli anni che seguirono, ad ogni figlio maschio veniva imposto
il nome di Dodone mentre con l'andare del tempo, lo stesso
prese il posto del cognome.
La famiglia Stabile, originaria di Vicenza, era giunta
nel piccolo centro della Bassa al seguito dei signori Gorgo.
"Essa si era suddivisa in quattro rami: dei Dodoni, dei
Friorini, dei Gasperutti e dei Battistini, così chiamati
dai loro capostipiti Dodone, Fiorino, Gaspero detto Gasperut perchè
piccolo di statura, e Battista chiamato con il vezzeggiativo di
Battistino."
Basti sapere che il notaio Giobatta Stabile, vissuto nella
seconda metà del XVII secolo, si firmava in tutti gli atti
come Giobatta Dodone.
Anticamente questo nome era molto in uso, tant'è che un
certo Cardinale Dodone aveva preso parte all'inaugurazione
della basilica di Aquileia nel 1031 sotto il patriarcato
di Poppone, ma quale relazione vi fosse fra questo fatto
e la famiglia Stabile, non c'è dato saperlo. Forse
poco o niente, però gli Stabile, avendolo sicuramente
appreso da qualche parte, ebbero la felice idea di inserirlo nella
propria famiglia.
Da ciò prese piede l'usanza tra il popolo di sostituire
il termine Dodone a quello ufficiale di Malborghetto,
e per parecchio tempo la tradizione venne rispettata. Attualmente
questa denominazione è caduta completamente in disuso.
Per quanto riguarda le caratteristiche paesaggistiche, lo stesso
discorso fatto per Borgo Sandrigo, vale anche per Borgo
Dodone.
Per esempio i conti Gorgo, pur dominando lungamente il
villaggio non hanno tramandato il proprio nome né a una
villa patronale, né a semplici strade e campagne. Cosa
invece riuscita ad alcune famiglie di piccoli possedimenti, dimoranti
nei casolari isolati: i Sandrigo, i Dodone, e i
Pacco.
Almeno fino alla prima metà del secolo XVIII, l'intera
zona era ricoperta da una fitta boscaglia: sotto le selve,
sotto il bosco, boscat, pradat, cjampat, memorie lontane di
una situazione non più esistente. Non sempre la toponomastica
riflette la reale situazione storica di un luogo, che nel frattempo
si è notevolmente evoluta, facendo mutare completamente
la sua fisionomia.
Infatti attraverso un'efficace opera di bonifica e drenaggio i
terreni tornarono ad essere produttivi. Alcuni antichi vitigni
sono scomparsi a causa della filossere. Di parte di loro è
rimasto soltanto il nome: Orlenda, Pergolen, Osmadera, Racondin,
Cruvin. Di altri invece, grazie ai numerosi vigneti reimpiantati
(in particolar modo uva a bacca rossa), se ne può apprezzare
ancora la bontà, essi sono: il Merlot, il Cabernet,
il Refosco dal Peduncolo rosso e altri.
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