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"Al viaggiatore che da Aquileia,
da Gradisca, da Cervignano si reca a Villa Vicentina si
offrono già da lungi ai suoi occhi degli alberi secolari
che estolgono le loro cime sfidando l'imperversare dei venti e
che lo rendono edotto ch'egli s'avvicina ad una dimora principesca."
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la piantina
di Villa Vicentina
Questo
è quanto riporta Napoleone Tosolini in un articolo
scritto tra il 1886 e il 1889, mai pubblicato, e
conservato nell'archivio parrocchiale della Chiesa
di Santa Maria di Villa Vicentina.
Il giovane in questione, morto a soli 27 anni, svolgeva in quel
periodo la mansione di scrivano presso l'ex tenuta
Baciocchi-Camerata che all'epoca era diventata di
proprietà dell'Imperatore Napoleone III, per cui
non solo ebbe modo di seguire da vicino l'andamento dell'azienda
ma essendo nato e vissuto sempre nel piccolo centro della Bassa
conosceva alquanto bene il suo territorio sotto il profilo socio-ambientale.
Le notizie raccolte da lui fin qui, rappresentano una testimonianza
preziosa perchè ci pervengono di prima mano, anche se gli
avvenimenti accaduti alcuni decenni prima vengono presentati con
delle inesattezze.
Come è possibile constatare, in passato i borghi
di Villa Vicentina hanno avuto una notevole importanza per quanto
riguarda l'aspetto demografico; però va sottolineato che
in senso storico sarà proprio la Villa
di Asiola a dare origine ad uno dei primi insediamenti
abitativi, la cui denominazione sicuramente è derivata
dall'omonimo corso d'acqua conosciuto anticamente come Aselgia.
Sia in epoca antica, sia in epoca medievale Villa
Vicentina tendeva a svilupparsi maggiormente attorno all'asse
fondamentale nord-sud costituita da quella famosa diramazione
della via Gemina, chiamata per un lungo arco di tempo Levata
Aquilegense. Da ciò si può rilevare l'enorme
importanza che ebbero certi punti strategici situati in prossimità
della rete viaria costruita dai romani, che malgrado l'impaludamento
progressivo della zona, con le loro più avanzate tecniche
riuscirono ad aggirare gli acquitrini per dare il modo ai propri
eserciti in marcia di attraversare in lungo e in largo l'intera
regione, la cui posizione geografica ha favorito da sempre gli
scambi verso il Nerico e la Pannonia.
Estrapolando un altro brano tratto da un articolo del 1887,
redatto dal giovane scrivano, e questa volta pubblicato sulla
Rassegna-Giornale di Gorizia intitolato "I borghi
di Villa Vicentina", leggiamo:
"II villaggio di Villa Vicentina, astraendo di alcune case
di contadini isolate e sepolte nel mezzo della campagna, risulta
formato di cinque borghi;
dei quali nessuno occupa il centro del Comune censuario, ma all'incontro
tutti sono disposti alla periferia dello stesso, ossia in confine
con i Comuni limitrofi.
La parte più antica del paese, dove si trova la chiesa
e dove si trova la dimora dei Conti
Gorgo già giurisdicenti del luogo, e che per
essere la più importante la chiameremo Borgo Centrale,
è posta in prossimità del Comune
di Ruda, dalla quale non è separata che da
un fosso artificiale, che unisce un ramo del fiumicello Mondina
con l'acqua chiamata il Mondinello.
Nella seconda metà del XV secolo parte delle famiglie venute
da Vicenza coi Signori del Gorgo, vedendo forse di malocchio
come questi salissero di potere e temendo non derivasse da ciò
a loro qualche danno, si allontanarono dal Borgo Centrale;
parecchi fissando le loro nuove dimore verso mezzodì ai
confini con Aquileia
e Terzo
diedero origine ad un borgo che chiamarono Cao de Sotto,
ed altre stabilendosi ad occidente ai confini di Mortesins,
fondarono il borgo che venne chiamato il Cao de Sopra.
Laddove il Cao de Sopra rimase un tutto compatto, il Cao
de Sotto ben presto, cioè verso la metà del
XVI secolo si suddivise in tre borghi distinti che sono: Malborghetto
o Borgo Dodone,
Borgo Sandrigo
e Borgo Pacco.
Un'occhiata alle condizioni del suolo nel Capo di Sotto
basterà per piegarci il motivo per cui una parte di esso
venne chiamata Malborghetto. Il nome quindi di Malborghetto
deve la sua origine ai ronchi, ai boschi e alle paludi che ingombravano
quella regione, e probabilmente anche alla malaria che là
doveve regnare in seguito alle acque stagnanti esistenti."
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