| CENNI STORICI
1400
circa - Nel corso della prima metà del XV secolo nei paesi
del patriarcato di Aquileia
incombono le incessanti scorrerie dei Turchi, che mettono a ferro
e fuoco interi villaggi. Queste incursioni ottomane pare avessero
interessato quattro volte il Friuli ed oltre una trentina di volte
altre zone. Il loro scopo principale non era quello di razziare
ma quello di danneggiare seriamente l'economia e le risorse appartenenti
ai popoli nemici del Sultano, in particolare l'Impero germanico
e la Serenissima Repubblica di Venezia.
1466 - Proprio per fare fronte a queste bande irregolari
e furiose di cavalieri chiamati Akinij, giungono da Vicenza
i signori Gorgo che portandosi dietro dei coloni, cominciano a
costruire delle barricate contro la feroce masnada devastatrice.
Essendo questa colonia formata da vicentini, oltre a ripopolare
il piccolo villaggio, daranno ad esso l'attuale denominazione.
1478 (3 giugno) - Compare ufficialmente, per la prima volta,
il nome di Villa Vicentina.
1500 - Con la spartizione territoriale Villa Vicentina
viene assoggettata alla Casa d'Austria. I rari momenti di relativa
tranquillità vissuti dalla gente della Bassa Friulana,
vengono offuscati più volte dal conflitto sfociato spesso
in guerre, sorto tra le due grandi rivali, Venezia e l'Austria
che vogliono estendere il loro dominio. Sia l'una che l'altra,
dopo tante contese, si dividono le terre e i villaggi, rimanendo
comunque delle litigiose confinanti. Sotto il profilo giuridico,
la Casa d'Austria emana una serie di editti volti a garantire
la sicurezza interna.
1647 - Il principe Ulrico di Eggemberg, ponendo la clausola
che la Contea di Gorizia, in caso di estinzione della propria
casata, sarebbe dovuta tornare di proprietà degli Asburgo,
acquista la Contea per 315.000 fiorini. Fino al 1717 questo Stato
feudale appartiene ancora al principe di Eggemberg.
1700 - Alle soglie del XVIII secolo, sotto il profilo economico,
per gli abitanti di Villa Vicentina, la situazione è tutt'altro
che rosea. Buona parte della popolazione è dedita all'agricoltura,
che però, come fonte di sostentamento, si rivela scarsissima.
Le epidemie e l'andamento negativo delle stagioni fanno il resto.
1807 - Il XIX secolo si apre all'insegna delle sventure
e delle calamità. Bonaparte
e le sue truppe occupano di nuovo il Veneto e il Friuli giungendo
fino all'Isonzo. Assegnata al Regno d'Italia, Villa Vicentina
entra nel Dipartimento di Passariano. La gente spera che la situazione
migliori: nel giro di due anni, la grandine e lo straripamento
dei vicini corsi d'acqua, distruggono l'intero raccolto e lo spettro
della miseria si avvicina implacabile.
1815 - Villa Vicentina viene a far parte dell'Imperial
Regia Provincia del Litorale sotto la dominazione austriaca.
1817 - È l'anno che passa alla storia come: "anno
della fame". I sopravvissuti non se lo scorderanno per il
resto dell'esistenza: è un'incubo dalla quale stentano
a liberarsi, tanto hanno patito in quel periodo così funesto.
Pure hai vicentinesi non tocca migliore sorte. Il famigerato anno
rimane una data memorabile. Dal registro parrocchiale si può
constatare che la mortalità infantile supera il numero
delle nascite, ma anche tra la popolazione adulta vi sono parecchi
decessi.
1818 - Le sorti del piccolo villaggio di Villa Vicentina
tendono a risollevarsi. I conti Gorgo, una casata che possedeva
un'ingente fortuna, sono costretti a vendere tutte le proprietà.
La loro disgrazia è dovuta a un certo congiunto di nome
Camillo che sui tavoli da gioco ha dissipato un'intera fortuna.
La tenuta principale, un'altra villa e una vasta area coltivata
viene acquistata da Elisa Baciocchi-Bonaparte,
che esiliata in seguito allo spodestamento del fratello Napoleone
I, intende farne la sua residenza estiva. I cinquanta coloni hanno
il pane assicurato.
1820 - Muore a soli 43 anni l'ex principessa, colta da
una malattia diagnosticata come tifo. I possedimenti di Villa
Vicentina passano in eredità ai due figli Federico Napoleone
e Napoleona Elisa. Una buona rendita viene data dalla filanda,
il cui andamento è curato dal consorte Felice Baciocchi.
1830 - Altre disgrazie si abbattono sugli sfortunati Bonaparte.
Muore per una caduta a cavallo, Federico Napoleone e la sorella
che eredita l'intero patrimonio, si stabilisce definitivamente
nel piccolo centro della Bassa con il figlioletto Benedetto Napoleone.
Il ragazzo vorrebbe stabilirsi per sempre tra i verdi boschi della
pianura friulana, ma la madre gli ricorda che il suo posto è
presso la corte di Napoleone III.
1853 - Napoleone Camerata, unico nipote di Elisa Bonaparte-Baciocchi
non regge il ritmo frenetico della vita di corte francese e si
toglie la vita in un momento di disperazione. Chiede di essere
sepolto nel parco di Villa Vicentina, ma per pietà e per
decoro la madre fa costruire la cappella
dedicata all'Assunta.
1868 - La tenuta di Villa Vicentina veniva venduta a Napoleone
III, il quale la intestava all'unico figlio, il principe imperiale
Eugenio Luigi Napoleone, morto in Sudafrica nel 1879. La tenuta
viene venduta a lotti ai cinquanta coloni che lavoravano la terra,
il villaggio offre ancora una volta la possibilità di vivere
in maniera dignitosa.
(segue... )
|